Stemma del Servizio Tecnico del Genio
Mostrina del Servizio Tecnico del Genio
(1960-1980)

La storia degli Ufficiali del Corpo degli Ingegneri del settore Genio nasce con la proclamazione del Regno d'Italia.

Infatti, al termine delle Guerre d'Indipendenza, il neo costituito Esercito Unitario poteva disporre di dodici Stabilimenti di Artiglieria (Arsenali, Fabbriche d'Armi, Fonderie, Polverifici, Laboratori Pirotecnici, Laboratori del Munizionamento, Laboratori di Precisione) e di due Officine Costruzioni di materiali del Genio in Pavia.

Il 1° aprile del 1861, in particolare, venivano costituiti a Pavia il nono Reggimento Artiglieri Pontieri e la Direzione di Artiglieria delle Officine Pontieri. Tali Officine, inizialmente sistemate nei locali di quella che sarebbe diventata la Caserma Rossani, erano dirette dal Comandante del Reggimento, che ricopriva anche l'incarico di Direttore di Officina, coadiuvato da un Ufficiale Superiore in veste di Vice Direttore, il quale reggeva l'"Ufficio Tecnico" delle Officine stesse.

Le Officine (inclusi piccoli distaccamenti a Piacenza, Casale ed Alessandria) si occupavano della costruzione e riparazione dei materiali da ponte, nonché della riparazione del carreggio di artiglieria (affusti, avantreno, cassoni, ecc.). Successivamente al 1867, le Officine furono trasferite nell'area attualmente occupata dallo Stabilimento Genio Militare, e cominciarono a svilupparsi e ricevere importanti commesse di lavorazione nel settore dei materiali da ponte, della trasformazione di affusti di assedio e, successivamente, anche per la costruzione e manutenzione dei materiali delle altre specialità dell'Arma, arrivando a ricevere commesse anche dall'Artiglieria. Mutata la denominazione in quella di "Officina Costruzioni del Genio Militare", nel ventennio a cavallo fra il 1890 e il 191O, con una robusta attività di ammodernamento e potenziamento, vennero incrementate le attività di studio e sperimentazione, che fruttarono nuovi materiali per l'Esercito, quali, tra gli altri, apparati telefonici e ottici, biciclette per il servizio militare, esploditori, micce di vario genere, materiali per zappatori e telegrafici.

Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale l'ordinamento dell'Arma del Genio prevedeva, fra le altre Unità, l'Officina di Pavia e un'Officina di Costruzioni radiotelegrafiche ed elettrotecniche del genio militare in Roma. Fu in occasione del primo conflitto mondiale che l'Arma del Genio, che nel passato aveva avuto un numero di Reparti limitati a pochissime specialità, dovette moltiplicarli adeguatamente per far fronte alla nuova realtà bellica: l’accresciuta potenza dei mezzi di difesa e distruzione che incatenò la lotta al terreno fece sorgere nuove necessità, alle quali l’Arma dovette sopperire con reparti di numero via via crescente e di specialità diverse create ad hoc.

In virtù delle accresciute capacità e dei mezzi sempre più numerosi e perfezionati, verso la fine della guerra il Regio Stato Maggiore, a causa della crescente utilizzazione di sistemi trasmissivi, sentì la necessità di disporre della già citata Officina di costruzioni radiotelegrafiche ed elettrotecniche del genio militare che venne dislocata in Roma, nella sede dell'attuale Polo di Mantenimento dei materiali elettrici ed optoelettronici in Viale Angelico. Il riordino del Regio Esercito, avvenuto con R.D. 16 dicembre 1926, istituiva il Servizio degli Specialisti del Genio (embrione di quello che sarebbe divenuto l'omologo Servizio Tecnico): gli Ufficiali a esso destinati, nel numero di 60, provenivano dal Genio e continuavano a permanere nel ruolo di tale arma: a differenza di altri Servizi Tecnici, cioè, non veniva istituito un ruolo separato.

Il Servizio comprendeva una Direzione Superiore, l'Istituto Militare di radiotelegrafia ed elettrotecnica, le Officine di Pavia e Roma, e Centri Studio che sarebbero successivamente stati definiti nel numero di quattro (inizialmente a Pavia - per le specialità zappatori, minatori, teleferisti, pontieri e lagunari, a Roma - per la specialità telegrafisti, a Torino - per la specialità ferrovieri, a Roma - per la specialità aerostieri; poi unificati a Pavia nel 1934). Il decreto del '26, inoltre, pur senza istituirlo specificatamente, indicava il corso superiore tecnico del genio, impostato su due anni di cui il primo teorico e il secondo di tirocinio, da frequentare da parte degli specialisti.

Limitando l'attenzione soprattutto al settore genio propriamente detto, e tralasciando l'Officina di Roma che più avanti costituirà il nucleo di partenza del Servizio Tecnico delle Trasmissioni (a seguito della crea­ zione dell'Anna omonima che si distaccava da quella del Genio), con il citato decreto del 1926 l'Officina di Pavia assunse i compiti di provvedere, con i propri mezzi o con l'industria privata, all'allestimento dei materiali per le specialità zappatori, minatori, pontieri, teleferisti, telefonisti , e di quelli analoghi, e di eseguire gli esperimenti e fornire pareri sui materiali sottoposti ad esame. Analoghi compiti erano ovviamente definiti, per i materiali di competenza, per l'altra Officina.

Nel periodo che comprende la campagna in Africa Orientale, la Guerra Civile spagnola e il secondo conflitto mondiale, l'attività dell'Officina di Pavia fu molto intensa (specie negli studi per il superamento di corsi d'acqua), e la forza lavoro raggiunse la cifra record di circa 2000 operai.

Nel 1942 il Servizio degli Specialisti del Genio, divenuto nel frattempo "Servizio Studi ed Esperienze del Genio", venne ridenominato Servizio Tecnico del Genio, anche se in realtà non fu mai costituito in quanto i suoi Ufficiali continuavano a permanere nei ruoli dell'Arma.

Successivamente alla Seconda Guerra Mondiale, nel difficile periodo della ricostruzione, contestualmente alla riduzione dei Servizi Tecnici ai soli Servizio Tecnico di Artiglieria e Servizio Tecnico della Motorizzazione, l'Officina Costruzioni di Pavia (che il 1° ottobre 1946 aveva assunto la denominazione di "22° Stabilimento Genio Militare") continuò le attività di manutenzione e riparazione dei mezzi del Genio. Nel 1953 venne creata l’Arma delle Trasmissioni, nel 1954 il Centro Tecnico delle Trasmissioni, e quindi, il 1° settembre 1957, fu costituito in Roma, allo scopo di affidare tutti gli esperimenti relativi ai Materiali del Genio a un unico Ente alle dipendenze dell'Ispettorato dell'Arma del Genio, il Centro Tecnico del Genio.

La costituzione del Servizio Tecnico del Genio

Con la Legge 1497 del 1960, quando vennero nuovamente istituiti sei Servizi Tecnici, fra cui il Servizio Tecnico del Genio, questo ebbe alle dipendenze il Centro Tecnico del Genio al quale faceva capo il 22° Stabilimento Genio Militare di Pavia, con un ruolo complessivo di 31 Ufficiali specializzati con il Corso Superiore Tecnico omonimo, di durata biennale, e con i compiti di seguito elencati relativamente ai materiali del Genio:

  • presiedere agli studi scientifici e tecnici dei mezzi occorrenti all'Esercito, nonché alla realizzazione e alla sperimentazione tecnica dei prototipi;
  • provvedere all'elaborazione delle condizioni tecniche dei progetti di capitolati d'onere e all'elaborazione dei progetti di regolamentazione tecnica per la conservazione, la manutenzione, l'uso e la riparazione dei materiali dell'Esercito;
  • sovrintendere al controllo della produzione e fissare le direttive tecniche per il collaudo dei materiali da approvvigionare.

Naturalmente al Centro erano devoluti essenzialmente i compiti connessi con la "ricerca e sviluppo", allo Stabilimento quelli di concorso alla realizzazione prototipica di nuovi mezzi e materiali e quelli connessi con la riparazione, la manutenzione e/o la trasformazione di mezzi e materiali non eseguibili presso gli Organi Logistici di Forza Armata.

Il Centro e lo Stabilimento, quindi, costituirono con i propri Ufficiali del Servizio Tecnico prima, e del Corpo Tecnico / Corpo degli Ingegneri poi, per circa 40 anni gli elementi fondamentali per lo svolgimento delle attività citate relativamente ai seguenti materiali e settori:

  • autogrù, auto speciali per demolizione, macchine movimento terra, motocompressori, complessi per illuminazione campale, complessi di trivellazione, potabilizzatori;
  • esplosivi convenzionali, ordigni esplosivi di varia natura (mine anti-uomo ad azione locale e ad azione estesa, mine anti-carro contro-cingolo e sottoscafo, mine anti-uomo e anti-carro munite di dispositivi elettronici antirimozione e autoneutralizzazione), attrezzature per rilevamenti e rimozione di campi minati, artifizi per il distacco artificiale delle valanghe;
  • materiali relativi a strade e opere stradali ordinarie e ferroviarie, per rafforzamento e ripristino di manufatti stradali e ferroviari, raccordi ferroviari e piani caricatori, mezzi rotabili stradali e ferroviari, ponti e traghetti, motobarche;
  • rilevamento delle caratteristiche colorimetriche e di riflessione della vegetazione e delle superfici innevate, mezzi di rilevamento nel campo visivo, nell'ultravioletto (UV) e nel vicino infrarosso (IR), materiali per la Difesa dall'Osservazione (vernici, reti di mascheramento, fumogeni, ecc.) nel campo del visibile, dell'UV e dell'IR.

Con il passaggio, nel 1977, dei Centri Tecnici e degli Stabilimenti alle dipendenze delle Direzioni Generali Tecniche, i compiti del Servizio Tecnico del Genio vennero di fatto assorbiti dalle 9^ e 10^ Divisione della Direzione Generale dei Lavori del Demanio e dei Materiali del Genio, con i seguenti compiti:

  • 9^ Divisione - Materiali genio: studio e sviluppo tecnico (successivamente, la 9a Div. sarebbe diventata la 14^ Div. di GENIODIFE, ai sensi del DM. 7/04/89);
  • 10^ Divisione - Materiali genio: approvvigionamento, manutenzione e riparazione (successivamente, la 10^ Div. sarebbe diventata la 15^ Div. di GENIODIFE, per effetto del citato D.M. del 1989).